Allergie e intolleranze alimentari: non sono la stessa cosa
Si confondono spesso, ma funzionano in modo opposto e si scoprono con esami diversi. Una guida semplice per capire la differenza ed evitare i test inutili.
"Sono intollerante alle fragole, mi viene l'orticaria." In realtà, se c'è l'orticaria, probabilmente è un'allergia. La confusione tra allergie e intolleranze alimentari è tra le più comuni in farmacia, e non è solo una questione di parole: cambiano i rischi, gli esami e le soluzioni.
L'allergia: il sistema immunitario sbaglia bersaglio
Nell'allergia alimentare il sistema immunitario scambia una proteina innocua (dell'uovo, delle arachidi, del pesce) per una minaccia e reagisce producendo anticorpi IgE. La reazione è rapida, da minuti a un paio d'ore, e può essere violenta: orticaria, gonfiore di labbra e gola, vomito, fino allo shock anafilattico. Anche quantità minime scatenano la reazione. Le allergie si diagnosticano con test specifici (prick test, IgE nel sangue) prescritti dall'allergologo.
L'intolleranza: manca un pezzo della digestione
Nell'intolleranza il sistema immunitario non c'entra (con l'eccezione della celiachia, che è un caso a parte): manca o scarseggia un enzima. L'esempio classico è la lattasi, che digerisce il lattosio: senza abbastanza lattasi, lo zucchero del latte fermenta nell'intestino e causa gonfiore, crampi e diarrea. La reazione è lenta e proporzionale alla dose: un caffè macchiato magari passa, la tazza di latte no. Non è pericolosa per la vita, ma può rovinarla parecchio.
Gli esami giusti (e quelli da evitare)
Per l'intolleranza al lattosio esistono due esami seri e complementari: il breath test, che fotografa la situazione attuale, e il test genetico, che rivela la predisposizione permanente. Per la celiachia si parte dagli anticorpi nel sangue e, per l'esclusione, dal test genetico HLA-DQ2/DQ8. Diffida invece dei "test per le intolleranze" a decine di alimenti basati su metodi non validati: le principali società scientifiche li sconsigliano, e il risultato più frequente è una dieta impoverita senza motivo.
In pratica
Se dopo certi alimenti stai male in modo rapido e drammatico, serve l'allergologo, presto. Se i disturbi sono lenti, dose-dipendenti e intestinali, ha senso indagare un'intolleranza con gli esami giusti. In entrambi i casi il fai-da-te alimentare è la scelta peggiore: prima si capisce, poi si toglie.